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TANTI ANELLI, TANTI MODELLI

10/05/2018

Tu: “Guarda là che bell’anello!” e la tua amica/o “Quale?” “Quello lì” “Sì, va beh ce ne sono trenta, quale?” e tu “Eeeeeeh, ma non lo vedi lì? Quello con i diamanti” e lei o lui “Intanto non sai se sono davvero diamanti, ma poi ce ne sono dieci con delle pietre incolori, alcuni hanno una pietra sola, altri due, altri un contorno” e ve ne starete lì entrambe/i, imbambolate/i di fronte alla vetrina, occhi languidi, volto diafano, sudori freddi lungo la schiena, per mesi, anni o soltanto settimane cercando di capirvi come nemmeno i popoli sulla torre di Babele. Siete così fortunati che ci sia io qui, a spiegarvi quali sono le più diffuse tipologie di anello e come si distinguono.
Ci sono tantissimi tipi di anello, con o senza pietre, ma i modelli di riferimento restano tradizionalmente gli stessi, con alterne fortune per quanto riguarda la moda.
L’anello senza pietre per eccellenza è senza ombra di dubbio la fede o fedina o vera, anello semplice, in metallo solitamente liscio (con possibili incisioni all’interno), con parete esterna bombata o liscia. Le più in voga sono: classica (piatta dentro, bombata fuori), comoda (leggera bombatura interna, bombata esternamente), francesina (una classica più sottile), mantovana (simile alla comoda, meno bombata e più larga rispetto alla classica); vi sono poi modelli più particolari, legati alla gioielleria locale e spesso artigianale come: la sarda (fede che personalmente amo, come tutta l’orificeria filigranata), la napoletana, umbra, ossolana ecc… La fede è solitamente composta di un solo metallo, come oro o platino, ma può essere di più colori; Ad esempio qualche tempo fa, attorno ai primi anni 2000 se non ricordo male, un modello molto apprezzato era quello intrecciato in oro giallo, bianco e rosa.
Però magari abbiamo una fede con degli strani ganci che sorreggono una pietra, colorata o meno; in questo caso ci troviamo di fronte ad un anello solitario e quei ganci sono la montatura per la pietra (ma di montature ve ne parlerò a parte). Il modello è detto solitario perché per l’appunto monta una sola pietra, che può essere un diamante, ma anche una pietra colorata come zaffiro, rubino, tormalina, smeraldo e tante altre. Quando un solitario è circondato da pietre più piccole, che spesso ne ripercorrono il perimetro, siamo di fronte ad un modello halo.
Se invece l’anello che ci troviamo di fronte ha due pietre allora possiamo distinguere l’anello in base alla posizione di queste. Se le pietre sono affiancate allora si parlerà di anello bilogy, se l’anello invece è costruito in modo tale che le pietre si presentino contrapposte, ad esempio un anello aperto alle cui estremità vi sono due montature faccia a faccia, allora si tratta di un anello contrarié.
Alla luce di quanto appena detto immagino possiate già immaginare come si chiamerà un anello con tre pietre! Esattamente, si tratta del celeberrimo anello trilogy, le tre pietre affiancate che De Beers ha reso, assieme al solitario, simbolo internazionale del fidanzamento.
Dalle quattro pietre in poi abbiamo un anello riviera, o riviere; nel caso in cui le pietre ricoprano il perimetro dell’anello questo verrà anche chiamato eternity. Solitamente questi anelli si presentano a cinque o sette pietre oppure, appunto, cinto nella sua completezza con le gemme affiancate l’una all’altra.
Infine, un anello con un gran numero di pietre di piccole dimensioni, indipendentemente dalla sua forma, è solitamente detto pavé poiché appunto le piccole pietre ricordano i tasselli che compongono un pavimento.
Questi sono alcuni dei modelli di anello più diffusi, certamente la fantasia di orafi e designer ne ha partoriti molti e molti altri, ma per lo più si tratta di variazioni sul tema.
Così vi saluto, mi scuso per la lunga assenza e vi invito a seguirci al prossimo articolo.

 
#anelli #modelli