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Gli strumenti del gemmologo

19/04/2018

Signore e Signori so che dal post precedente frementi attendavate che vi svelassi in cosa consiste la strumentazione base del gemmologo!
Consci quindi della vostra vibrante curiosità abbiamo intervistato il nostro resident gemologist (cioè il gemmologo che ci assiste nel nostro negozio fisico) ovvero: IO. *Applausi scroscianti in sala*
Partiamo dal primo e principale strumento, che è un po’ il nostro migliore amico, tutti i gemmologi in trasferta ne hanno una al collo o nel taschino… Ovviamente parliamo della lente a 10 ingrandimenti.
Piccola e funzionale permette di osservare quelle piccole imperfezioni di taglio e inclusioni che vanno poi a classificare la purezza della gemma e anche la sua origine naturale o sintetica.
Quando però ci troviamo in laboratorio, con molto più tempo e per analisi più approfondite, la piccola lente 10X lascia il posto a suo fratello maggiore il “microscopio gemmologico”. Questo microscopio è bifocale (ci si guarda dentro con entrambi gli occhi) e permette ingrandimenti molto maggiori; con un buon microscopio nulla scappa all’occhio allenato e consapevole del gemmologo, che vi dirà tutto della pietra a costo anche di infrangere cuori scoprendo che il rubino di nonna era in realtà un sintetico degli anni ’60.  
Per riconoscere le gemme però, non basta una guardata, troppi colori e inclusioni in comune possono confondere, ad esempio spinelli, rubini e granati possono avere la stessa sfumatura di rosso; che fare quindi?
Quindi si utilizzano altri strumenti che permettono una identificazione più sicura. Ora, ricordate, io qui vi racconto gli strumenti usati nell’analisi gemmologica standard, ma esistono mezzi più tecnologici, precisi e complessi.
Tornando a noi, il primo strumento che permette una scrematura tra le specie gemmologiche è senza dubbio il polariscopio.
Il polariscopio, costituito da una fonte luminosa indirizzata verso una lente polarizzata, su cui si posiziona la gemma, sormontata da un’altra lente polarizzata, ci permette innanzi tutto di riconoscere materiali amorfi (come il vetro) e gemme appartenenti al sistema cubico (come i granati) dalle gemme degli altri sistemi di simmetria.
Assieme al polariscopio utilizziamo un conoscopio, una lente che permette l’osservazione degli assi ottici delle pietre.
So di utilizzare termini molto specifici, adatti alla mineralogia e poco alla divulgazione, ma purtroppo non posso esimermi, un giorno forse vi spiegherò anche queste cose.
Dopo l’osservazione al polariscopio si passa al rifrattometro, la luce passa in un sistema di specchi, viene indirizzata sulla gemma ed un oculare permette di leggere l’indice di rifrazione di questa; dall’indice di rifrazione poi potremo determinare che gemma stiamo esaminando.
Questi potremmo definirli come gli strumenti base per la determinazione della specie gemmologica. A quelli appena elencati affiancheremo: le lampade UV, per determinare la fluorescenza delle pietre preziose, il dicroscopio, per osservare eventuali cambi di colore della pietra per diversi piani di vibrazione della luce, lo spettroscopio, che ci permette di capire quali onde della luce bianca vengono assorbite dalla pietra e quali invece passano, e una bilancia con sistema di pesatura idrostatico, che ci permette di capire la densità di una pietra.
Per oggi ci fermiamo qui, abbiamo messo tanta carne al fuoco sperando più che altro di avervi fatto capire quanto sia complesso il lavoro del gemmologo e dedizione e preparazione richieda.
Vi ringrazio per l’attenzione e vi aspetto al prossimo post (il cui argomento è segreto, visto che non ci ho ancora pensato).