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Per una Pasqua low-calories, LE UOVA FABERGÉ

30/03/2018

Bentornati, oggi articoletto in onore della mia festa preferita, la festa del passaggio, la Pasqua!
Sarete circondati da buonissime uova di Pasqua immagino, di ogni colore e dimensione, ma, lasciatemi dire, c’è solo un tipo di uovo che tutti vorremmo ricevere: un uovo Fabergé.
Più o meno tutti conoscono questi mirabilissimi pezzi di gioielleria russa, ma quando e dove nacquero?
Come i più perspicaci di voi avranno intuito queste uova di Pasqua nacquero proprio in Russia, per opera del celeberrimo gioielliere ed orafo Peter Carl Fabergé.
Nato a San Pietroburgo nel 1846, da una famiglia orafa tedesco-danese, e formatosi nella Scuola di Arti e Mestieri di Dresda, nella Mosca del 1882 ebbe il suo vero incontro col destino che lo catapulterà dalla storia al mito. Da poco a capo, col fratello Agathon, dell’azienda di famiglia, vinse in quegli anni la medaglia d’oro dell’Esibizione Panrussa facendosi notare da niente popò di meno che dallo zar Alessandro III di Russia.
Fu proprio Alessandro III a commissionare, nel 1885, a Peter il primo uovo, come sorpresa per la moglie-zarina Marija Fëdorovna. In quel momento avvenne il miracolo, all’uomo riuscì ciò che non era mai riuscito al famoso gallo sul tetto (quello dell’indovinello): fare l’uovo!
Fabergé elaborò un meraviglioso uovo in oro, ricoperto da una lucida e bianca smaltatura, all’interno era contenuto un tuorlo in oro e, al suo interno, come da tradizione per le uova pasquali, una sorpresa: una piccola gallina in oro con occhi di rubino. E non era ancora finita! La gallina tramite un meccanismo, che potremmo definire “orologistico”, a sua volta poteva essere aperta e conteneva una perfetta riproduzione della corona imperiale in cui era incastonato un rubino… OVALE.
Questa opera d’arte valse al Nostro genio la nomina di Gioielliere di corte e l’esclusiva sulla produzione di tali uova. Sicuro della perizia artistica di Fabergé lo Zar gli lasciò carta bianca, nessun limite alla sua creatività, unica imposizione che vi fosse una sorpresa all’interno. 
Cioè alla fine mettetevi nei panni della povera zarina, è brutto riceve l’uovo senza la sorpresa eh! Dal 1885 al 1894 Alessandro III commissionò al Fabergé un uovo all’anno (che richiedeva un intero anno di lavoro da parte dei migliori operai della Casa Fabergé), mentre il figlio e successore Nicola II iniziò a commissionarne addirittura due: uno per la zarina Aleksandra Fëdorovna Romanova, l’altro per la madre Marija Fëdorovna.
In tutto per la casa imperiale di Russia vennero create cinquantadue uova, ognuno diverso dall’altro, ognuno più audace dell’altro.
La fama delle sua uova ovviamente attirò il desiderio di molti, tra gli illustri commissionari si ricordano il magnate russo Alexander Kelch, i duchi di Marlborough, la famiglia Rothschild e altri. In realtà queste uova vennero prodotte sotto la supervisione del secondo mastro orafo di Fabergé, Michael Perkhin.
Vi avevo promesso brevità ed infatti concludo qui la mia narrazione, sperando di avere creato in  voi di certo non tanto conoscenza, ma curiosità.
​​​​​​​Se mai doveste per caso, nel vostro vagare, finire in Russia fate un salto nell’armeria del Cremlino a Mosca oppure a San Pietroburgo, dove, prima di perdervi nelle sue notti bianche, potreste visitare il Museo Fabergé; quivi si trovano le due più grosse collezioni di tali opere d’arte.
State bene e godetevi questi pochi giorni di vacanza!
#pasqua #gioielleria #fabergé #storiadellagioielleria