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"Curiosity gleaned the CUT”, ovvero IL TAGLIO DEL DIAMANTE

05/02/2018

Salve a tutti miei pupilli!
Benvenuti all’ultima C del diamante.
Ricapitolando le precedenti erano: color, clarity, carat e quindi che manca? Molti di voi già lo sapranno, ma cosa rende un diamante così brillante e vivace quando lo osserviamo? Indovinato! L’ultima C sta ad indicare proprio il taglio, o “cut” in inglese.
Il taglio serve non solo a dare una forma al grezzo, ma anche e soprattutto per esaltarne la brillantezza e l’appeal. La luce che colpisce la pietra viene raccolta principalmente dalla faccetta superiore e più grande, detta “tavola”, e i raggi “rimbalzando” internamente sulle superfici sfaccettate ritornano al nostro occhio donandoci quell’effetto per cui i diamanti brillino di luce propria. Osservando un diamante potrebbero, o meglio dovrebbero, apparirci dei flash colorati. Questo effetto è detto fuoco ed è dovuto alla dispersione della luce che si divide per le sue diverse lunghezze d’onda dei diversi colori (se non ricordate, vi rimando all’articolo sul colore del diamante). Perché questo avvenga è necessario che il taglio sia il più preciso possibile e che sia ben proporzionato.
Per il taglio tondo brillante attualmente ci si attiene per quanto possibile al modello teorizzato nel 1919 da Tolkowsky, e partendo dalle proporzioni da lui teorizzate la GIA, il laboratorio leader nella classificazione dei diamanti, assegna ad ogni taglio tondo brillante una valutazione:

- Eccellente (Excellent),
- Molto buono (Very Good),
- Buono (Good), Medio (Medium),
- Discreto (Fair),
- Scarso (Poor).

Il sistema di proporzioni è assai complesso, quindi non lo riporteremo in toto, è bene sapere però che queste sono prese rispetto al diametro della tavola, l’altezza della corona e alla profondità del padiglione.
Il diamante però non è solo tondo, ma può avere forme come ad esempio quelle classiche quadrato, ottagono, navetta, goccia, baguette, baguette rastremata, ovale, cuore; mentre la tipologia di taglio può essere a brillante, a gradini, misto o composto e a fantasia (celeberrima è la “testa di cavallo”).
Quando descriveremo o leggeremo la descrizione di un diamante, faremo attenzione a specificare ad esempio forma navette e taglio brillante, o forma baguette con taglio a gradini e così via.
​​​​​​​Nel prossimo articolo voglio raccontarvi, per quanto possibile, la storia del taglio tondo brillante e come siamo giunti oggi a farne il simbolo stesso del diamante.
A presto!
#tagliodiamante #caratteristichedeldiamante #formediamante