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La PUREZZA - Clarity Grading

23/01/2018

​​​​​​​Abbiamo parlato di 4C del Diamante durante il nostro primo incontro, la prima affrontata è stata la C di Colore, molto bene, ed ora? Ora passiamo alla C di… PUREZZA! Voi che siete svegli, e smart come si dice oggi (e so che lo siete poiché se siete su questo sito vuol dire che siete così furbi da approfittare dei nostri vantaggiosissimi prezzi outlet), mi vorrete correggere dicendo che Purezza non inizia con la C.

Punirò la vostra arroganza facendovi presente in modo molto saccente che la Purezza del diamante in inglese si dice “Clarity”, le 4c infatti sono da intendersi come iniziali di parole anglosassoni essendo state codificate dal Gemological Institute of America (GIA) attorno agli anni ’50 del ‘900.

La purezza del diamante segue una classificazione teorizzata anch’essa dalla GIA che viene chiamata “Clarity grading”.
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Il “clarity grading” si divide in undici voci. Attenzione, se per il colore delle pietre smontate un piccolo trucchetto ci permetteva di farci una idea del diamante che avevamo davanti, nel caso della purezza la questione si complica e la sua classificazione va lasciata agli occhi esperti di un gemmologo professionista, che darà il suo giudizio basandosi su una osservazione attraverso una lente a dieci ingrandimenti (10x).


FL: “Flawless” ovvero “Puro”, “Senza difetti”. Si tratta di una pietra senza nessun tipo di inclusione, senza macchia né paura, come una goccia d’acqua di fonte. È ovviamente il grado di purezza più raro


IF: “Internally flawless” o “Internamente puro”. Anche in questo caso ci troviamo davanti ad un diamante senza inclusioni visibili a 10x, anche se può presentare dei piccolissimi difetti superficiali (magari creatisi durante la lucidatura)


VVS1: “Very very slightly included 1” o “incluso davvero davvero leggermente 1”. Qui le inclusioni ci sono, ma sono così piccole che sono riconoscibili a fatica anche da parte dell’occhio più allenato.


VVS2: “Very very slightly included 2” o “incluso davvero davvero leggermente 2”. Ancora troppo piccole per essere viste a prima vista, ma un occhio molto allenato riesce a riconoscerle. Puntini di e cristalli puntiformi o piccolissime piume (fratture interne alla pietra) possono presentarsi nelle zone periferiche della corona o del padiglione.

VS1 & VS2: “Very slightly included 1 (2)” o “incluso davvero leggermente 1 (2)”. In questi cristalli le inclusioni sono difficili da individuare, ma sono comunque più grandi dello step precedente. Cristalli inclusi, piume leggermente più lunghe o profonde, piccoli nugoli di inclusioni puntiformi (poeticamente detti “nuvole”). Tra VS1 e VS2 la differenza è molto poca, solo il certificatore può motivare la sua scelta in questo caso, spesso e volentieri si tende ad abbassare il grado di purezza tanto più inclusioni si avvicinano alla tavola.

SI1 & SI2: “Slightly included” ovvero “Poco incluso”. Qui le inclusioni si fanno più importanti, magari anche colorate come nel caso di cristalli neri di ossidi, nuvole di punti neri e bianchi o grigiastri, piume consistenti. A questo punto le inclusioni sono ben visibili a 10x.


I1, I2 & I3: “Included” ovvero “Incluso”. A questo punto le inclusioni sono ben visibili, anche a occhio nudo guardando attentamente la pietra. Grosse inclusioni nere o grigie, cintura molto sfrangiata, grosse nuvole che sembrano presagire tempesta dentro la pietra, più che sembrano quelle di un’aquila. Comunque non vi preoccupate, con una buona montatura questi difettacci si possono ben nascondere, anche se ahimè a questo punto la brillantezza della pietra è spesso compromessa.


E così si conclude la nostra panoramica sulla classificazione della purezza delle pietre. Di cosa parleremo la prossima volta? Del taglio e del peso? Oppure dei tipi di inclusioni? Chi lo sa, c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare su Gioiellerie Canal!