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DIAMOND COLOR GRADING

08/01/2018

Abbiamo visto come ci si comporta di fronte alle pietre colorate, con colori intensi e ben riconoscibili, vi spiegherò ora invece come si suddividono i diamanti incolore, quelli che sono, o dovrebbero essere, puri come gocce d’acqua.
Questi si potrebbe dire sono i diamanti col più alto grado di purezza chimico-fisica, anche se la presenza di atomi di Azoto o Boro, in basse concentrazioni, non sono da escludere.
Vi sono diverse scale per valutare il grado di “non colore” di una pietra, per esempio la scala “Scandinava” o “Tedesca” con nomi emozionanti quali “river”, “top wesselton”, “crystal”, “cape” ecc… O la scala in uso in Gran Bretagna con i più descrittivi “finest white”, “white”, “silver cape” ecc….
Ad oggi queste scale sono state comunque abbandonate e tutti i laboratori gemmologici internazionalmente si attengono alla scala del colore GIA (Gemological Institute of America) che assegna ad ogni sfumatura una lettera dalla D (la pietra più incolore) alla Z (una pietra sostanzialmente colorata, ma attenzione non propriamente fancy come quelle citate nel post precedente).
Sostanzialmente, come dice la stessa GIA, il colore nel diamante “puro” non è altro che mancanza di colore! Ovviamente la scala è così dettagliata che solo un occhio esperto, usando i propri occhi e un set di pietre di paragone i cui colori sono standardizzati, può recepire le differenze tra queste gradazioni di incolore.
C’è però un piccolo trucco, utile solamente sulle pietre “sciolte” e non montate.
Se porrete la vostra pietra su uno sfondo bianco in adeguata illuminazione fredda potreste cercare di intuire il gruppo di colori in cui potrebbe ricadere.
Se posta a tavola (la porzione superiore, quella messa bene in vista sui gioielli) alta dovesse apparire incolore e rimanere incolore anche se osservata rovesciata, con l’apice (la “punta” inferiore) verso il cielo, allora questa pietra potrebbe essere di colore D, E o F. Se a tavola alta fosse incolore, mentre ad apice alto dovesse apparire leggerissimamente colorata, allora potreste essere di fronte ad una pietra G, H o I. Una pietra invece che a tavola alta iniziasse a presentarsi con una sparuta sfumatura colorata, mentre ad apice alto si mostrasse sostanzialmente colorata, ecco che il diamante potrebbe ricadere nei gradi J, K o L. Se infine la pietra fosse colorata a tavola alta e decisamente colorata ad apice alto allora saremo di fronte ad una pietra di colore M, N, O e a seguire fino a Z.
​​​​​​​Ora, questa è una semplice infarinatura generale, non crediate sia così semplice, poiché si parla di sfumature, solitamente giallastre, così lievemente differenti tra loro che spesso i gemmologi stessi potrebbero avere opinioni differenti guardando la stessa pietra.
Immaginate poi di dover cogliere sfumature così lievi su una pietra montata su un gioiello, incastonata, trattenuta da griffe o magari peggio imprigionata da montature a notte.
​​​​​​​Qui si conclude la nostra spiegazione, sperando di avervi reso più edotti riguardo questa importante caratteristica del diamante, Gioiellerie Canal vi saluta e vi rimanda al nostro prossimo articolo che riguarderà la purezza del diamante.
#diamantiincolore #diamantipuri