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IL DIAMANTE

15/12/2017

 
​​​​​​​Alzi la mano chi sa cosa è un diamante!
​​​​​​​Sicuramente tutti rispondereste in modo differente: una pietra, direbbero i più semplicioni, “i migliori amici delle donne”, direbbe La Diva, “un sasso costoso”, avrebbero l’ardire di affermare i miei simpaticissimi amici (aridi!).
Ma cosa è davvero un diamante? In questo breve testo cercherò di rispondere a questa domanda nel modo più semplice ed efficacie possibile. Il diamante è innanzi tutto un minerale, un materiale solido inorganico composto da una specifica formula chimica e che è formato da una struttura cristallina, ovvero è composto da atomi disposti in modo ordinato. Ciò che rende il diamante così raro sono però la sua composizione chimica e le estreme condizioni in cui avviene la sua genesi. È arcinoto che la formula chimica del diamante comprende un solo elemento chimico, questo elemento è il Carbonio (C). Per quanto riguarda la sua formazione essa avviene a specifiche condizioni di pressione e temperatura, pressione e temperatura che organizzano la disposizione di questi atomi di Carbonio. Ci troviamo nel mantello superiore, tra i 150 e 225 km di profondità, con temperature che vanno tra i 900 °C e i 1200°C ed una pressione attorno ai 50kbar, contro quel misero 1bar che tutti noi subiamo sulla superficie terrestre.
Se pensavate di avere genitori severi, beh, pensate a quei poveri piccoli cristalli di diamante! Al di sopra, o al di sotto, di queste temperature e pressioni il nostro aggregato di atomi di Carbonio, così duro, lucente, trasparente, bianco, invitante, imperturbabile nella forma di diamante, assume la natura di tenera, amorfa, nera, polverosa ed elettrizzabile grafite (proprio quella delle matite).
Il diamante però non è solamente bianco, ma può presentarsi a noi in tantissimi colori, un elegante rosa, un rosso passionale, un energico giallo, azzurro placido od un misterioso nero.
 Solo in pochi luoghi della Terra questi diamanti, in forma grezza, vengono poi a giorno, attraversando kilometri e kilometri dal mantello alla crosta terrestre. Per venire in superficie i cristalli attraversano camini vulcanici all’interno di rocce dette kimberliti o lamproiti, in base alla loro composizione. Tali camini si trovano nelle zone più antiche della crosta terrestre, i nuclei primari delle zone continentali detti “cratoni”; essi si trovano ad esempio in Africa, Russia, Canada e Australia. Se questi sono detti depositi “primari”, vi sono poi dei depositi “secondari”, alluvionali, depositi lontani dai camini di emissione in cui i diamanti sono stati accumulati dall’attività di erosione e trasporto degli agenti meteorici e dei fiumi.
Gli uomini da sempre ammirano e bramano i diamanti, sin dalla loro probabile scoperta, verso le foci dei fiumi Krishna e Godivari, in India, si pensa circa 6000 anni fa. Ritrovamenti fortuiti, in giro per il mondo, fino alla scoperta del giacimento di Kimberley nella seconda metà dell’800 in Sud Africa e dei camini diamantiferi. Tali camini sono ancora oggi chiamati “kimberlitici” dal nome di questa provincia del Capo Settentrionale (vi ricordate le kimberliti citate poco più su?).
Una storia lunghissima quindi, di cristalli montati dapprima in tempi antichi nella loro forma grezza e via via con tagli sempre più sofisticati con l’avanzare delle tecnologie a nostra disposizione, fino a giungere ai moderni tagli fantasia e soprattutto all’intramontabile taglio tondo brillante i cui riflessi e la cui luce illuminano le più eleganti serate mondane, ma non voglio dilungarmi dei tagli, di questi parleremo in un altro momento.

Qui finisce la mia breve trattazione, ma questo è solo il primo articolo di approfondimenti e curiosità dal meraviglioso mondo della gemmologia e della gioielleria.

Vi ringrazio per l’attenzione, nei prossimi articoli andremo a vedere come il colore e la purezza del diamante siano suddivisi e valutati.

A presto!!!
#diamante #cos'èundiamante #pietrepreziose